Soluzioni per raccogliere polveri di verniciatura, overspray secco, residui da carteggiatura e contaminanti generati durante l’applicazione, il cambio colore e la manutenzione degli impianti.
Gli impianti di verniciatura possono generare residui differenti in base al prodotto applicato e alla fase della lavorazione. Nella verniciatura a polvere possono essere presenti polveri epossidiche, poliestere, formulazioni ibride, pigmenti, additivi, overspray secco e residui provenienti da cabine, cicloni, tramogge e sistemi di recupero.
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Nella verniciatura liquida si possono invece produrre residui secchi, polveri da carteggiatura, depositi, filtri contaminati, fanghi, nebbie di spruzzatura e vapori di solventi o diluenti. Non tutti questi materiali possono essere gestiti con lo stesso sistema: gli aspiratori industriali FEVI sono indicati principalmente per raccogliere polveri e residui solidi depositati, mentre le polveri aerodisperse possono richiedere depolveratori collegati a cappe o punti di captazione. Nebbie, aerosol e vapori devono essere gestiti mediante impianti di ventilazione e filtrazione specificamente progettati.
Aspiratori e depolveratori FEVI compatibili con la verniciatura
Le indicazioni riportate di seguito hanno carattere orientativo. Le prestazioni, la configurazione filtrante, gli allestimenti conduttivi e l’eventuale idoneità ATEX devono essere verificati dall’ufficio tecnico FEVI in base al materiale, alla lavorazione e alla classificazione dell’ambiente.
Criteri di scelta del sistema di aspirazione per la verniciatura
La scelta e la configurazione delle macchine FEVI devono partire dall’analisi di tre aspetti fondamentali del reparto di finitura:
1. Stato del contaminante
Occorre distinguere tra overspray solido e asciutto, polveri fini ed elettrostatiche da carteggiatura, residui umidi, fanghi, vernici liquide non polimerizzate, nebbie e vapori.
2. Quantità e cambio colore
Devono essere valutati i quantitativi prodotti, la frequenza dei cambi colore, la necessità di limitare le contaminazioni tra pigmenti e il sistema di raccolta più adatto, con fusto rigido o sacco continuo Longopac.
3. Classificazione ATEX
La valutazione deve considerare la possibile presenza di polveri combustibili, vapori infiammabili, solventi e diluenti, distinguendo la classificazione dell’ambiente da quella interna dell’apparecchiatura.
Residui aspirabili nella verniciatura a polvere
La verniciatura a polvere utilizza prodotti solidi finemente suddivisi, applicati elettrostaticamente sul manufatto e successivamente polimerizzati nel forno. Durante il caricamento, l’applicazione, la pulizia delle pistole, il cambio colore, la manutenzione della cabina e lo svuotamento di tramogge o cicloni, una parte del prodotto può depositarsi sulle superfici o disperdersi nell’aria. Le modalità di raccolta devono essere definite considerando la scheda di sicurezza del prodotto e la valutazione dei rischi del reparto.
Overspray secco e pulizia della cabina: L’overspray è la polvere che non aderisce al pezzo. Può essere intercettato dai cicloni e dai filtri della cabina e, in determinate condizioni, reintrodotto nel processo. La possibilità di recuperare il materiale raccolto dipende dalla purezza, dalla granulometria e dall’assenza di sporco o contaminazioni. Per la pulizia di pavimenti, angoli e aree circostanti i filtri è preferibile utilizzare un aspiratore industriale, evitando lo spazzamento a secco. L’impiego dell’aria compressa deve essere limitato e gestito secondo le procedure aziendali, mantenendo attivo il sistema di estrazione della cabina.
Contaminazione durante i cambi colore: Anche piccole quantità del pigmento precedente possono provocare alterazioni cromatiche, inclusioni e difetti estetici. Per ridurre il rischio possono essere utilizzati aspiratori dedicati, tubi e bocchette identificati, contenitori separati e sistemi di raccolta Longopac. La sola efficienza del filtro non è sufficiente: anche il tubo, la camera filtrante, il contenitore e gli accessori devono essere puliti o dedicati.
Polveri da carteggiatura prima e dopo la verniciatura
La preparazione delle superfici può comprendere la carteggiatura dello stucco, la levigatura del primer, la rimozione di vecchi rivestimenti e la preparazione del fondo. Dopo la verniciatura possono essere eseguiti interventi localizzati per correggere colature, inclusioni e difetti superficiali. Queste attività producono polveri fini e composite provenienti da vernici, stucchi, resine, legno, metalli e materiali compositi. Il collegamento diretto dell’aspiratore alla levigatrice o alla carteggiatrice aiuta a intercettare le particelle vicino al punto in cui vengono generate, limitandone la dispersione nel reparto.
Cosa non aspirare con un modello standard
Un aspiratore industriale configurato per polveri e residui asciutti può essere utilizzato per raccogliere overspray secco depositato, polveri da carteggiatura e piccoli frammenti solidi presenti nelle aree esterne alla cabina. Vernici ancora liquide, catalizzatori, solventi, diluenti, fanghi, prodotti non polimerizzati e materiali chimicamente aggressivi non devono invece essere aspirati con un modello standard senza una preventiva verifica tecnica. Prima di raccogliere questi materiali è necessario controllare la scheda di sicurezza, il punto di infiammabilità e la compatibilità con filtri, guarnizioni, tubazioni e materiali costruttivi. L’aspiratore per polveri non sostituisce inoltre il sistema di ventilazione della cabina: nebbie liquide, aerosol e composti organici volatili richiedono impianti di estrazione e trattamento specificamente progettati.
Aspiratore industriale, depolveratore o ventilazione?
La soluzione deve essere scelta in base allo stato del contaminante e alla modalità con cui viene generato:
- Aspiratore industriale ad alta depressione: è indicato per la pulizia manuale di pavimenti e superfici, la raccolta dell’overspray secco depositato, la gestione dei cambi colore e il collegamento diretto a carteggiatrici, levigatrici e altri utensili. Utilizza generalmente tubazioni di diametro contenuto e privilegia la capacità di trasporto del materiale.
- Depolveratore ad alta portata: è indicato per intercettare polveri leggere sospese nell’aria durante il caricamento, il dosaggio, il travaso e la carteggiatura. Viene collegato a cappe, banchi aspiranti, bracci o carter e privilegia il volume d’aria movimentato. Non è normalmente destinato alla pulizia manuale dei pavimenti.
- Ventilazione e filtrazione della cabina: è l’impianto strutturale dedicato alla gestione di nebbie liquide, aerosol di spruzzatura e vapori di solvente prodotti durante l’applicazione e l’asciugatura.
Tecnologie di filtrazione FEVI e raccolta Longopac
Cartucce in PTFE e pulizia automatica ICLEAN: Le polveri di verniciatura possono essere fini, leggere, aderenti ed elettrostatiche. Le cartucce con membrana in PTFE favoriscono il distacco del materiale dalla superficie filtrante. Il sistema automatico ICLEAN pulisce ciclicamente le cartucce durante il funzionamento, contribuendo a mantenere più stabile il flusso d’aria nei cicli di lavoro prolungati.
Pulizia PULSE e raccolta Longopac: Il sistema PULSE favorisce la rigenerazione delle cartucce ed è associato alla raccolta in sacco continuo Longopac. Questa configurazione permette di porzionare e chiudere la polvere raccolta, limitando il contatto dell’operatore con il materiale e riducendo la necessità di travaso dal fusto.
Stadi di filtrazione HEPA: Un filtro HEPA, ad esempio in classe H14, può essere previsto come stadio supplementare quando la natura e la granulometria della polvere lo richiedono. La classe, l’efficienza e il valore MPPS devono essere verificati nella documentazione della singola macchina. La presenza di un filtro HEPA non rende automaticamente l’aspiratore idoneo alle zone ATEX e non sostituisce la captazione alla fonte.
Classificazione ATEX e rischio di esplosione
Le polveri utilizzate nella verniciatura industriale possono essere combustibili. Anche vapori, gas e nebbie prodotti da vernici liquide, solventi e operazioni di lavaggio possono contribuire alla formazione di atmosfere potenzialmente esplosive. La classificazione deve distinguere le zone per gas e vapori, come Zona 1 e Zona 2, dalle zone per polveri, come Zona 21 e Zona 22, valutando sia l’ambiente esterno sia l’interno dell’apparecchiatura. La necessità di utilizzare una macchina ATEX dipende dalla valutazione dei rischi, dalla scheda di sicurezza e dalle caratteristiche del materiale. Un filtro antistatico, da solo, non rende un aspiratore certificato ATEX: tubi, raccordi, accessori e sistemi di raccolta devono essere coerenti con la configurazione prevista e garantire la necessaria continuità elettrica. Un modello certificato per polveri non può essere automaticamente utilizzato per vapori di solvente o gas infiammabili. La marcatura della macchina deve essere verificata in relazione alla zona, al gruppo di sostanze e alla temperatura applicabile.
Guida rapida alla scelta della configurazione
Applicazioni in aree non classificate ATEX
- Carteggiatura localizzata e piccoli elettroutensili: FEVI PULSE 11XM, FEVI PULSE 11XA o FEVI 220 ICLEAN;
- Polveri molto fini da carteggiatura con raccolta in sacco continuo: FEVI 221 PULSE o FEVI TDC30 ICLEAN in configurazione Longopac;
- Pulizia professionale di cabine a polvere e raccolta dell’overspray: FEVI 350 ICLEAN monofase o FEVI TDC30 ICLEAN trifase;
- Captazione di polveri sospese su tramogge, dosatori, cappe o banchi: FEVI DTX 1500 BASIC per singole sorgenti o FEVI DTX 2500 AIRCLEAN per portate superiori.
Applicazioni in aree classificate o con rischi specifici
- Pulizia localizzata e cambi colore in Zona 22 con polveri compatibili del gruppo IIIB: FEVI BSL 120 BASIC ATEX 22;
- Manutenzione di cabine classificate e cambi colore in Zona 22 o Zona 21: linea pneumatica FEVI S PN ATEX, selezionando la versione corretta;
- Captazione di polveri combustibili aerodisperse su cappe o tramogge: FEVI DTX 2500 AIRCLEAN ATEX 2-22, previa verifica della classificazione;
- Grandi impianti con più cabine o punti di aspirazione: sistema centralizzato progettato in base alle portate richieste, alle contemporaneità, alla rete di tubazioni e alla separazione dei flussi.
Parametri da verificare prima della configurazione
Prima di definire la proposta è necessario valutare: tipo di processo, a polvere o liquido; composizione del prodotto; scheda di sicurezza; natura del residuo, depositato, aerodisperso, liquido o fangoso; granulometria; quantità prodotta; numero di colori e frequenza dei cambi; eventuale necessità di recuperare il materiale; classificazione ATEX e gruppo di polveri o gas; lunghezza e diametro delle tubazioni; numero dei punti di aspirazione; contemporaneità; ore giornaliere di utilizzo; alimentazione elettrica o disponibilità di aria compressa.
Richiedi il dimensionamento per il tuo impianto di verniciatura
Devi raccogliere polveri o residui prodotti da un impianto di verniciatura?
Descrivici il tipo di lavorazione, il prodotto utilizzato, le informazioni riportate nella scheda di sicurezza, la natura del residuo, le quantità generate, la frequenza dei cambi colore, la lunghezza delle tubazioni, l’eventuale classificazione ATEX e il sistema di raccolta preferito. Il nostro ufficio tecnico valuterà portata, depressione, filtrazione, sistema di pulizia e accessori più adatti all’applicazione.
FAQ sugli impianti di verniciatura
Quale aspiratore industriale utilizzare per la verniciatura a polvere?
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La scelta dipende dalla quantità di polvere, dalla frequenza di utilizzo, dalla distanza dei punti di aspirazione e dall’eventuale classificazione ATEX. In aree non classificate possono essere valutati modelli con pulizia automatica delle cartucce, come FEVI 350 ICLEAN, FEVI TDC30 ICLEAN o FEVI HDC 355 ICLEAN. In presenza di aree classificate è necessario selezionare un modello ATEX con marcatura compatibile.
Le polveri di verniciatura non polimerizzate possono essere esplosive?
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Possono esserlo. Molte polveri organiche utilizzate nella verniciatura, comprese formulazioni epossidiche, poliestere e ibride, possono risultare combustibili quando sono finemente suddivise e disperse nell’aria in determinate concentrazioni. La valutazione deve essere eseguita sulla specifica formulazione, utilizzando la scheda di sicurezza e i dati disponibili sulla polvere.
Tutte le cabine e i reparti di verniciatura sono soggetti a classificazione ATEX?
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No. La classificazione dipende dalle sostanze utilizzate, dalla probabilità di formazione di un’atmosfera esplosiva e dalla sua durata. Le zone classificate per polveri, come Zona 21 e Zona 22, seguono criteri e marcature differenti rispetto alle zone per gas e vapori infiammabili, come Zona 1 e Zona 2.
Un aspiratore ATEX per polveri può essere utilizzato per i vapori di solvente?
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No. Una marcatura prevista per atmosfere contenenti polveri non rende automaticamente la macchina compatibile con gas o vapori di solvente. Queste applicazioni richiedono apparecchiature, sistemi di ventilazione e soluzioni di trattamento specificamente progettati e correttamente classificati.
Quale aspiratore scegliere per agevolare il cambio colore?
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Per quantità localizzate possono essere valutati modelli compatti come FEVI PULSE 11XA o, quando richiesto dalla classificazione, FEVI BSL 120 BASIC ATEX 22. Per volumi superiori possono essere impiegate unità trifase o sistemi pneumatici FEVI S PN ATEX, associando tubazioni, accessori e contenitori dedicati ai diversi colori.
Il sistema Longopac è utile per separare i colori?
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Sì. Il Longopac permette di raccogliere, porzionare e chiudere la polvere limitando la necessità di travaso. Per ridurre le contaminazioni tra colori devono però essere puliti o dedicati anche il tubo flessibile, gli accessori, la camera filtrante, il contenitore e, quando necessario, i filtri.
La polvere di vernice raccolta dall’aspiratore può essere riutilizzata?
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Il riutilizzo è possibile solo quando la purezza del colore, la granulometria e l’assenza di sporco o contaminazioni soddisfano i requisiti del processo e le indicazioni del produttore della polvere. Il materiale raccolto dal pavimento o da aree non controllate non dovrebbe essere considerato automaticamente riutilizzabile.
È sempre necessario installare un filtro HEPA?
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No. La classe filtrante deve essere definita considerando la granulometria, la composizione della polvere e la valutazione dei rischi del reparto. In presenza di particelle molto fini o componenti pericolosi, un filtro HEPA può rappresentare uno stadio supplementare utile, da verificare per classe, efficienza e corretta installazione.
Un filtro HEPA rende l’aspiratore idoneo alle aree ATEX?
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No. La classificazione HEPA riguarda l’efficienza di filtrazione, mentre la certificazione ATEX riguarda l’idoneità dell’intera apparecchiatura a operare in determinate atmosfere potenzialmente esplosive. Sono caratteristiche differenti e indipendenti.
È possibile pulire la cabina utilizzando aria compressa?
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L’impiego dell’aria compressa deve essere limitato perché può rimettere in sospensione le polveri fini. Quando previsto dalle procedure aziendali, deve essere effettuato mantenendo attivo il sistema di estrazione della cabina e rispettando la valutazione dei rischi e le istruzioni dell’impianto.
Qual è la differenza tra un aspiratore industriale e un depolveratore?
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L’aspiratore industriale lavora generalmente ad alta depressione e viene utilizzato per raccogliere polveri e residui depositati mediante tubi e bocchette. Il depolveratore privilegia invece la portata d’aria e intercetta le polveri sospese mediante cappe, bracci, banchi o carter di captazione.
Il FEVI DTX 2500 può essere utilizzato per pulire i pavimenti?
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Non è la soluzione normalmente indicata. La serie DTX comprende depolveratori ad alta portata progettati per intercettare polveri aerodisperse tramite cappe o punti di captazione. Per la pulizia manuale di pavimenti e cabine mediante bocchette è generalmente necessario un aspiratore industriale ad alta depressione.
Il FEVI BSL 120 BASIC ATEX 22 è idoneo all’aspirazione di liquidi?
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No. Il FEVI BSL 120 BASIC ATEX 22 è configurato per la raccolta di polveri e residui solidi asciutti compatibili con la marcatura e con le istruzioni della macchina.
Quando è necessario progettare un impianto centralizzato?
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Un impianto centralizzato può essere necessario quando sono presenti più cabine o linee, quando i punti di aspirazione sono distanti, quando più operatori lavorano contemporaneamente o quando le quantità di materiale non sono gestibili in modo efficace mediante unità mobili. Il progetto deve considerare portata, depressione, contemporaneità, rete di tubazioni, sistemi di raccolta e classificazione dell’ambiente.
Un aspiratore industriale elimina tutti i difetti di verniciatura?
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No. L’aspiratore contribuisce a limitare la dispersione delle polveri e le contaminazioni tra pigmenti, ma la qualità finale dipende anche dalla preparazione del fondo, dall’efficienza della ventilazione e dei filtri della cabina, dall’applicazione del prodotto e dai parametri di polimerizzazione.