Che cosa significano portata d’aria, depressione, filtro HEPA o classe polveri H? Il glossario FEVI spiega i termini dell’aspirazione industriale per aiutarti a leggere le schede tecniche, confrontare le soluzioni e descrivere il materiale da aspirare.
Consulta le voci in ordine alfabetico. I rimandi collegano prestazioni, componenti, materiali e sicurezza. Per scegliere una macchina occorre verificare le condizioni della tua applicazione e la documentazione della configurazione proposta.
Indice dei termini
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Lettera A
Abbattitore a umido
L’abbattitore a umido mette in contatto aria contaminata e liquido per separare determinati inquinanti. Genera un residuo liquido o fangoso da gestire e non coincide con un aspiraliquidi. L’uso dell’acqua deve essere compatibile con il materiale; non costituisce un’inertizzazione universale.
Abrasivo esausto
L’abrasivo esausto è il materiale di sabbiatura giunto a fine impiego o raccolto dopo la lavorazione. Può contenere rivestimenti rimossi, ossidi e frammenti del supporto. Le caratteristiche del residuo complessivo, e non soltanto dell’abrasivo originale, determinano sistema di aspirazione e gestione.
Acciaio inox AISI 304 e 316
AISI 304 e 316 identificano famiglie di acciai inossidabili con diversa composizione e resistenza in determinati ambienti. Nessuna delle due è universalmente resistente a tutte le sostanze. Idoneità igienica e chimica dipendono anche da finitura, saldature, guarnizioni e condizioni d’uso.
Adsorbimento
L’adsorbimento è il trattenimento di molecole sulla superficie di un materiale, per esempio carbone attivo. Si distingue dall’assorbimento nel volume del materiale. In filtrazione richiede la scelta del media in funzione della sostanza e una gestione della sua capacità limitata.
Antistaticità
L’antistaticità è la caratteristica che limita l’accumulo di cariche elettrostatiche entro condizioni definite. Deve essere valutata tramite dati e collegamenti previsti per i componenti. Non equivale a resistenza all’esplosione, messa a terra automaticamente efficace o idoneità dell’intero sistema a una zona classificata.
Aspiraolio
L’aspiraolio è un aspiratore configurato per recuperare oli e, secondo il modello, emulsioni di lavorazione. Può integrare separazione dei trucioli e scarico del liquido. Compatibilità chimica, viscosità, temperatura e contaminazione del fluido determinano la configurazione e l’eventuale possibilità di recupero.
Aspirasfridi
L’aspirasfridi raccoglie ritagli di carta, plastica, tessuto o altri scarti leggeri e voluminosi. Sono importanti sezione di passaggio, rischio di avvolgimento e capacità di accumulo. Alcune configurazioni raccolgono direttamente in sacco o fusto; le polveri fini richiedono comunque un trattamento adeguato.
Aspiratore a batteria
L’aspiratore a batteria consente la raccolta dei residui senza collegamento continuo alla rete elettrica. Autonomia, potenza utilizzabile e tempi di ricarica dipendono da batteria, impostazioni e applicazione. La scelta richiede anche la verifica della classe polveri e dell’idoneità al materiale aspirato.
Aspiratore a bordo macchina
L’aspiratore a bordo macchina è dedicato a una specifica lavorazione e collegato alla sorgente dei residui. Aiuta a raccogliere polveri, trucioli o sfridi durante il processo. La compatibilità va verificata rispetto a produzione dello scarto, punto di presa e segnali di comando della macchina.
Aspiratore ACD
L’aspiratore ACD è progettato per raccogliere determinate polveri combustibili in ambienti non classificati ATEX, secondo requisiti e limiti applicabili. ACD significa Appliances for pick up of Combustible Dust. Non autorizza l’impiego in zone ATEX né la raccolta indiscriminata di metalli reattivi.
Aspiratore ad aria compressa
L’aspiratore ad aria compressa genera la depressione mediante uno o più eiettori alimentati pneumaticamente. È utile quando l’energia disponibile o il processo favoriscono questa soluzione. Consumo d’aria, pressione di alimentazione e rumorosità incidono sulla scelta; l’assenza del motore elettrico non equivale a conformità ATEX.
Aspiratore ATEX
L’aspiratore ATEX è destinato agli impieghi in atmosfere potenzialmente esplosive coperti dalla sua marcatura. La selezione richiede compatibilità fra zona, sostanza, gruppo, categoria e limiti di temperatura. Occorre leggere dichiarazione UE, marcatura e istruzioni della configurazione completa, inclusi gli accessori.
Aspiratore carrellato
L’aspiratore carrellato è montato su ruote per essere spostato tra postazioni. Diametro delle ruote, baricentro, peso a pieno carico e maniglie influenzano la movimentazione. La mobilità non elimina la necessità di dimensionare tubo, accessori e alimentazione per ogni intervento.
Aspiratore fisso
L’aspiratore fisso opera in una posizione definita, collegato a una macchina o a una rete di aspirazione. È dimensionato per un compito stabile, considerando portata richiesta, materiale, scarico e manutenzione. Può servire una singola utenza oppure più punti tramite un impianto centralizzato.
Aspiratore industriale
L’aspiratore industriale è una macchina che raccoglie residui di lavorazione mediante un flusso d’aria e li separa in un contenitore. Si sceglie in base a materiale, quantità, pericolosità, distanza di trasporto e durata d’impiego, valutando insieme prestazioni, filtrazione e modalità di svuotamento.
Aspiratore monofase
L’aspiratore monofase utilizza un’alimentazione elettrica monofase, spesso a 230 V. È diffuso nella pulizia professionale e nelle lavorazioni industriali. Numero di motori, tecnologia e ciclo di lavoro determinano le possibilità operative: l’alimentazione monofase, da sola, non indica quanto a lungo possa funzionare.
Aspiratore per fumi
L’aspiratore per fumi è un sistema progettato per captare e trattare aerosol generati da processi termici. Saldatura e taglio richiedono valutazioni su particelle, gas e possibile presenza di scintille. Un aspiratore per polvere depositata non è automaticamente adatto a questi impieghi.
Aspiratore per polveri e liquidi
L’aspiratore per polveri e liquidi consente entrambe le raccolte nelle configurazioni previste dal costruttore. Il passaggio tra secco e umido può richiedere cambio di filtri, sacchi o accessori. Non implica idoneità a solventi, liquidi infiammabili, sostanze corrosive o miscele reattive.
Aspiratore per polveri fini
L’aspiratore per polveri fini è configurato per residui che possono attraversare separatori grossolani e intasare rapidamente i filtri. Superficie filtrante, pulizia del filtro e contenimento nello svuotamento sono decisivi. La classe richiesta dipende dalla pericolosità della polvere e dall’applicazione.
Aspiratore per polveri pericolose
L’aspiratore per polveri pericolose è destinato a materiali con rischi specifici per la salute. La scelta riguarda l’intera macchina: classe polveri, tenuta, gestione del filtro, raccolta e smaltimento. La presenza di un filtro HEPA, isolatamente, non dimostra l’idoneità dell’aspiratore.
Aspiratore professionale
L’aspiratore professionale è destinato alla pulizia in ambienti di lavoro, con caratteristiche diverse secondo l’impiego. La denominazione commerciale non definisce da sola robustezza, servizio continuo, classe polveri o idoneità ATEX: occorre confrontare i dati e la destinazione d’uso del modello.
Aspiratore trifase
L’aspiratore trifase utilizza un’alimentazione elettrica trifase, spesso a 400 V. Può adottare turbine o altre unità aspiranti per applicazioni impegnative. L’idoneità al funzionamento continuativo deve risultare dai dati del costruttore e dalle condizioni di esercizio, non dal solo tipo di alimentazione.
Aspiratrucioli
L’aspiratrucioli raccoglie residui prodotti da tornitura, fresatura e altre lavorazioni. Per i trucioli metallici vanno valutati peso, forma, abrasività e presenza di olio. La raccolta di segatura e trucioli di legno può richiedere impianti con caratteristiche di portata e sicurezza differenti.
Aspirazione da mucchio
L’aspirazione da mucchio raccoglie materiale accumulato in quantità rilevante. Richiede un equilibrio tra ingresso del solido e aria necessaria a trasportarlo. Preseparatori e raccolte capienti possono essere utili; occludere completamente la lancia nel materiale può ridurre il flusso e favorire blocchi.
Aspirazione di sfridi da linea
L’aspirazione di sfridi da linea intercetta gli scarti durante la produzione. Deve seguire velocità e variabilità della linea senza creare accumuli. Geometria dei ritagli, continuità della raccolta, dimensioni dei condotti e modalità di svuotamento sono parametri di progetto essenziali.
Aspirazione in cantiere
L’aspirazione in cantiere può riguardare taglio, foratura, demolizione e pulizia. Il sistema va abbinato all’utensile e ai materiali presenti, inclusi eventuali contaminanti pericolosi. Robustezza, trasportabilità e alimentazione devono essere valutate insieme a filtrazione e contenimento dello svuotamento.
Aspirazione in ceramica e vetro
L’aspirazione nei processi di ceramica e vetro può gestire polveri minerali, frammenti e residui abrasivi. Le esigenze cambiano tra produzione, finitura e pulizia. Occorre identificare composizione e frazione respirabile, oltre a proteggere tubi e componenti dall’usura.
Aspirazione in falegnameria
L’aspirazione in falegnameria deve gestire sia trucioli voluminosi sia polveri fini prodotte da taglio e levigatura. Occorre distinguere aspirazione alle macchine e pulizia degli ambienti. Materiali lavorati, portata alle prese e rischi da polveri guidano la scelta dell’impianto.
Aspirazione in officina meccanica
L’aspirazione in officina meccanica comprende raccolta di trucioli, oli, emulsioni e polveri di lavorazione. Un’unica configurazione non è necessariamente adatta a tutti i residui. Separare i flussi può agevolare pulizia delle macchine, manutenzione delle vasche e gestione dei materiali raccolti.
Aspirazione in sabbiatura
L’aspirazione in sabbiatura può riguardare abrasivo depositato, residui pesanti o polvere aerodispersa. Sono compiti con portate, depressioni e separazioni differenti. Il sistema deve considerare contaminanti asportati dal pezzo, abrasività e requisiti della cabina o dell’area di lavoro.
Aspirazione in siderurgia
L’aspirazione in siderurgia e metallurgia può riguardare scaglie, polveri dense, residui abrasivi e materiali a temperatura elevata. La scelta richiede informazioni su composizione e condizioni termiche reali. Non tutte le macchine adatte a solidi pesanti sono idonee ai residui caldi.
Aspirazione localizzata
L’aspirazione localizzata intercetta il contaminante vicino al punto in cui si genera, prima che si disperda nell’ambiente. Comprende presa o cappa, condotti, ventilazione e trattamento dell’aria. La geometria della captazione è importante quanto la portata e deve essere verificata nella lavorazione reale.
Aspirazione nel settore navale
L’aspirazione nel settore navale può interessare sabbiatura, levigatura, compositi e pulizia delle sentine. Il sistema va definito in base alla singola operazione. Distanze, accessibilità, contaminanti e condizioni dell’ambiente possono incidere quanto le caratteristiche del residuo aspirato.
Aspirazione nella stampa 3D
L’aspirazione nella stampa 3D dipende dal processo e dalla polvere utilizzata, metallica o polimerica. Residui fini, reattività e possibili atmosfere pericolose richiedono un sistema dedicato. Le esigenze della pulizia non coincidono necessariamente con quelle del recupero di polvere da reintrodurre nel processo.
Aspirazione nell’industria alimentare
L’aspirazione alimentare raccoglie polveri, scarti e residui di processo nel rispetto delle esigenze igieniche dell’applicazione. Sono rilevanti pulibilità, compatibilità dei materiali ed eventuale contatto con alimenti. La costruzione inox, da sola, non prova idoneità igienica o gestione degli allergeni.
Aspirazione per forni e panifici
L’aspirazione in forni e panifici può interessare farine, briciole e residui di cottura. La raccolta nel forno richiede verifica della temperatura ammessa per l’intero sistema, compresi tubo e accessori. L’idoneità alle polveri alimentari non autorizza la raccolta di braci o ceneri calde.
Aspirazione per levigatura
L’aspirazione per levigatura intercetta le polveri durante la lavorazione tramite cuffie, piani o altre prese. Il residuo può comprendere supporto, vernici e abrasivo consumato. Portata stabile, tubo adeguato e pulizia del filtro aiutano a mantenere la captazione durante il lavoro.
Aspirazione per verniciatura
L’aspirazione nei processi di verniciatura deve distinguere polveri di prodotto, residui secchi, aerosol e vapori di solvente. Ogni contaminante richiede un trattamento compatibile. Un sistema adatto alla verniciatura a polvere non è automaticamente idoneo a una cabina con vernici liquide e solventi.
Aspirazione sull’utensile
L’aspirazione sull’utensile raccoglie la polvere attraverso una cuffia o una presa collegata direttamente all’attrezzo. È utilizzata, per esempio, durante levigatura e taglio. L’efficacia dipende dall’abbinamento tra utensile, cuffia, tubo e aspiratore e dalle condizioni di utilizzo.
ATEX
ATEX indica il quadro europeo sulle atmosfere potenzialmente esplosive. La direttiva 2014/34/UE riguarda apparecchi e sistemi di protezione; la 1999/92/CE la tutela dei lavoratori esposti. Conformità del prodotto e valutazione del luogo di lavoro sono aspetti distinti.
Atmosfera esplosiva
Un’atmosfera esplosiva è una miscela con aria di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori, nebbie o polveri in cui la combustione può propagarsi dopo l’innesco. Va distinta dalla sola presenza di un materiale combustibile depositato o chiuso in un contenitore.
Lettera B
Bocchetta
La bocchetta è l’accessorio terminale che intercetta il materiale su una superficie o in una zona definita. Forma, larghezza e aperture influenzano il flusso utile. La scelta deve abbinare materiale, superficie e prestazioni dell’aspiratore, evitando accessori sproporzionati alla portata disponibile.
Bocchettone di aspirazione
Il bocchettone è il punto di collegamento del tubo al corpo macchina o al separatore. Diametro, posizione e tenuta influenzano passaggio del materiale e praticità. Il raccordo deve essere compatibile anche con le eventuali esigenze di continuità elettrica e resistenza all’abrasione.
Braccio aspirante
Il braccio aspirante sostiene e orienta una bocca di captazione vicino alla sorgente. Permette di seguire alcune lavorazioni mantenendo una posizione utile. Deve essere collegato a un sistema adatto al contaminante e usato alla distanza prevista per la captazione.
Lettera C
Capacità nominale del contenitore
La capacità nominale del contenitore è il volume geometrico dichiarato per il serbatoio o la raccolta. Non coincide sempre con il volume riempibile durante il lavoro. Filtri, dispositivi di livello, densità del materiale e limiti di peso possono ridurre la quantità effettivamente gestibile.
Capacità utile di raccolta
La capacità utile è la quantità di materiale che può essere raccolta prima dello svuotamento nelle condizioni ammesse. Può essere inferiore alla capacità nominale del serbatoio. Per residui molto pesanti il limite di movimentazione può essere raggiunto prima del riempimento volumetrico.
Cappa di aspirazione
La cappa è la parte del sistema che raccoglie il contaminante alla sorgente. Può racchiudere parzialmente il processo o captare da una posizione vicina. Forma e collocazione determinano la portata necessaria e la sensibilità a correnti d’aria o movimenti dell’operatore.
Carboncini
I carboncini sono elementi conduttivi, generalmente a base di grafite, che realizzano il contatto elettrico nei motori a spazzole. Si consumano con l’uso. Sostituzione e verifica del collettore devono seguire le istruzioni di assistenza e le procedure per lavorare senza alimentazione.
Carica elettrostatica
La carica elettrostatica può accumularsi durante il movimento e il contatto tra aria, particelle e superfici. Una scarica può costituire una sorgente di innesco in determinate condizioni. Materiali dei componenti, continuità elettrica e procedure operative contribuiscono alla gestione del rischio.
Carico superficiale del filtro
Il carico superficiale è il rapporto tra portata d’aria e superficie filtrante, espresso per esempio in m³/(m²·h). Descrive quanto flusso attraversa ogni unità di superficie. Il valore sostenibile dipende da polvere, media filtrante e sistema di pulizia, non da una soglia universale.
Categoria ATEX
La categoria ATEX identifica il livello di protezione dell’apparecchiatura nel relativo gruppo. Per il gruppo II si distinguono categorie 1, 2 e 3, con indicazione della destinazione per gas o polveri. La categoria deve essere coerente con zona e condizioni d’uso.
Ceneri e residui caldi
Ceneri e residui caldi possono contenere braci e innescare incendi nel sistema di raccolta. Temperatura superficiale e aspetto visivo non bastano a escludere punti incandescenti. La raccolta richiede attrezzature espressamente destinate a quel residuo e alle condizioni termiche previste.
Cestello separatrucioli
Il cestello separatrucioli raccoglie gli scarti solidi all’interno di un sistema per oli ed emulsioni. Può essere estratto per svuotare il materiale trattenuto. Capacità, maglia e resistenza vanno valutate con il peso dei residui e le modalità di sollevamento previste.
Ciclo di lavoro
Il ciclo di lavoro descrive l’alternanza tra funzionamento, pause e condizioni di carico previste per la macchina. È essenziale per confrontare applicazioni intermittenti e continuative. Deve essere verificato sui dati del modello, considerando anche temperatura ambiente e resistenza del circuito.
Ciclone
Il ciclone separa particelle dal flusso d’aria mediante moto rotatorio ed effetti inerziali. Le particelle separabili dipendono da dimensioni, densità e condizioni operative. Può ridurre il carico sui filtri, ma non è equivalente a un filtro ad alta efficienza.
Classe polveri H
La classe H identifica aspiratori con requisiti più restrittivi per la gestione di polveri ad alto rischio. Deve essere verificata sulla macchina e sulla configurazione dichiarata. Installare un filtro H14 in un aspiratore non dimostra automaticamente la conformità dell’aspiratore alla classe H.
Classe polveri L
La classe L è una classificazione prevista per aspiratori destinati a determinati rischi da polvere, con requisiti di prova specifici. Non significa idoneità a qualsiasi residuo industriale. La scelta deve considerare pericolosità del materiale e destinazione d’uso dichiarata della macchina.
Classe polveri M
La classe M identifica aspiratori con requisiti specifici per la gestione di determinati rischi da polvere. Riguarda la macchina e le sue funzioni previste, non soltanto la sigla sul media filtrante. Non coincide con una classe HEPA e non certifica l’idoneità ATEX.
Collettore di aspirazione
Il collettore riunisce o distribuisce più rami di una rete. Geometria e sezione influiscono su resistenze, bilanciamento e accumulo di materiale. È dimensionato considerando le utenze contemporanee e le modalità di apertura e chiusura dei punti di presa.
Concentrazione minima esplosiva
La concentrazione minima esplosiva è la più bassa concentrazione di polvere in aria che può sostenere un’esplosione in prova. Si indica spesso con MEC. Non è un limite di esposizione professionale né una soglia di sicurezza generale.
Consumo di aria compressa
Il consumo di aria compressa è la quantità richiesta da eiettori o sistemi pneumatici nelle condizioni dichiarate. Si esprime spesso in litri normalizzati al minuto o Nm³/h. Occorre conoscere pressione di alimentazione e riferimento del dato per stimare disponibilità e costo di esercizio.
Contaminazione incrociata
La contaminazione incrociata è il trasferimento indesiderato di una sostanza da un materiale o ambiente a un altro. Può avvenire anche tramite tubo, accessori e contenitore dell’aspiratore. Separazione degli impieghi e procedure di pulizia devono essere definite secondo le esigenze del processo.
Contenitore a sgancio
Il contenitore a sgancio può essere separato dal corpo dell’aspiratore mediante un meccanismo dedicato. Facilita lo svuotamento e la movimentazione quando impiegato correttamente. Il peso a pieno carico e la procedura di riaggancio sono importanti quanto la rapidità dell’operazione.
Contenitore di raccolta
Il contenitore di raccolta riceve il materiale separato dall’aria. Volume, resistenza, tenuta e modalità di movimentazione devono essere compatibili con il residuo. Il suo dimensionamento deve considerare anche peso pieno, frequenza di svuotamento e necessità di contenimento della polvere.
Controllo di tubi e raccordi
Il controllo di tubi e raccordi ricerca perdite, schiacciamenti, usura e ostruzioni che possono compromettere il lavoro. Nei sistemi che lo richiedono comprende anche le connessioni previste per la continuità elettrica. Il controllo deve seguire modalità e intervalli appropriati all’applicazione.
Costo totale di utilizzo
Il costo totale di utilizzo comprende acquisto, energia, aria compressa, ricambi, manutenzione, svuotamento e tempi di fermo. Permette di confrontare soluzioni rispetto allo stesso lavoro. Un prezzo iniziale inferiore può accompagnarsi a costi operativi maggiori, da valutare con dati dell’applicazione.
Curva di prestazione
La curva di prestazione descrive la relazione fra portata e pressione dell’unità aspirante a condizioni definite. Permette di verificare il comportamento al variare delle resistenze del circuito. Il confronto tra macchine richiede curve riferite a configurazioni e condizioni di misura confrontabili.
Lettera D
Decontaminazione
La decontaminazione rimuove o controlla residui pericolosi su macchina e componenti prima di determinate attività o trasferimenti. Il metodo dipende dalla sostanza e dai materiali costruttivi. Non coincide con una pulizia visiva e può richiedere procedure specialistiche e verifica dell’esito.
Densità apparente
La densità apparente è la massa di un materiale sfuso divisa per il volume occupato, inclusi gli spazi tra le particelle. Serve a stimare peso raccolto, capacità utile e modalità di movimentazione. Può variare con umidità, compattazione e distribuzione granulometrica.
Depolveratore
Il depolveratore separa le polveri da un flusso d’aria, spesso captato vicino a una lavorazione. Può essere mobile o fisso e non è necessariamente un grande impianto. In genere privilegia la movimentazione di aria necessaria alla captazione, con caratteristiche diverse dagli aspiratori per raccolta da terra.
Depolveratore a cartucce
Il depolveratore a cartucce usa elementi filtranti pieghettati per offrire molta superficie in uno spazio contenuto. È impiegato per polveri compatibili con il materiale filtrante e il sistema di pulizia. Umidità, adesività e carico di polvere incidono sulla stabilità delle prestazioni.
Depolveratore a maniche
Il depolveratore a maniche filtra l’aria attraverso elementi tessili allungati, sostenuti secondo la costruzione dell’impianto. È utilizzato in diversi processi industriali con grandi carichi di polvere. Materiale delle maniche, temperatura, pulizia e scarico devono essere coerenti con il processo.
Depressione
La depressione è la differenza fra pressione atmosferica e pressione inferiore generata nel circuito di aspirazione. Si esprime, per esempio, in Pa, kPa, mbar o mmH₂O. Aiuta a vincere le resistenze del circuito, ma non descrive da sola la capacità di raccolta.
Depressione massima
La depressione massima è il massimo vuoto relativo dichiarato per condizioni definite, spesso con ingresso chiuso o quasi chiuso. In questa condizione la portata utile è nulla o molto ridotta. Il valore non va interpretato come prestazione disponibile durante il trasporto del materiale.
Diametro del tubo
Il diametro del tubo determina la sezione disponibile per aria e residui. Una sezione ridotta aumenta la velocità a parità di portata, ma può accrescere le perdite e favorire ostruzioni. La scelta dipende anche dalle dimensioni dei frammenti e dalla lunghezza del collegamento.
Dichiarazione UE di conformità
La dichiarazione UE di conformità è il documento con cui il fabbricante assume la responsabilità della conformità del prodotto alla legislazione applicabile indicata. Va riferita al modello e alla configurazione corretti. Non è intercambiabile con una scheda commerciale o un generico attestato del filtro.
Dimensionamento dell’aspiratore
Il dimensionamento definisce macchina e accessori in base al lavoro richiesto. Considera materiale, quantità, distanza, portata, depressione, filtrazione, ciclo e scarico. Una prova applicativa può verificare la soluzione quando il residuo presenta caratteristiche difficili da prevedere dalla sola scheda tecnica.
Dispositivi di protezione individuale
I dispositivi di protezione individuale sono attrezzature indossate per proteggere dai rischi individuati, come protezioni respiratorie, guanti e occhiali. Devono essere scelti e usati nel contesto della valutazione del lavoro. Non sostituiscono la captazione e le altre misure tecniche necessarie.
Lettera E
Efficienza di filtrazione
L’efficienza di filtrazione è la quota di particelle trattenute nelle condizioni di una prova. Deve essere accompagnata da dimensione o distribuzione delle particelle, portata e metodo di misura. Un’efficienza dichiarata senza questi riferimenti non basta a confrontare due sistemi.
Elettroventilatore
L’elettroventilatore combina un motore elettrico e una girante per movimentare aria. Nei sistemi di depolverazione viene scelto per fornire portata e pressione richieste dal circuito. La potenza del motore non indica da sola quanta aria arriverà alla cappa.
Emulsione lubrorefrigerante
L’emulsione lubrorefrigerante è un fluido impiegato nelle lavorazioni meccaniche per raffreddare e lubrificare. Può contenere trucioli, particelle fini e contaminazioni. Aspirazione e separazione agevolano la manutenzione della vasca, ma non ripristinano automaticamente concentrazione, qualità e idoneità del fluido.
Equipotenzialità
L’equipotenzialità limita differenze di potenziale tra parti conduttive collegate. Nell’aspirazione di determinati materiali riguarda anche raccordi, tubazioni e accessori. Non è sufficiente che il corpo macchina sia collegato a terra se il percorso previsto presenta interruzioni o componenti incompatibili.
Lettera F
Fanghi industriali
I fanghi industriali sono miscele di solidi e liquidi con comportamento variabile da fluido a molto viscoso. Possono richiedere tubi, pompe e raccolta specifici. Percentuale di solidi, sedimentazione, abrasività e compatibilità chimica incidono sulla possibilità di aspirazione e scarico.
Farine e polveri alimentari
Farine, zuccheri e altre polveri alimentari possono essere fini, adesive o combustibili. La loro origine alimentare non elimina rischi per operatori e impianti. Il sistema di raccolta deve considerare anche igiene, contaminazioni e gestione delle diverse materie prime.
Fermo macchina
Il fermo macchina è il tempo in cui il processo non produce per pulizia, guasto, manutenzione o altre necessità. Nell’aspirazione può dipendere da contenitore pieno, filtro ostruito o componente usurato. Capacità e facilità di manutenzione vanno valutate rispetto alla continuità produttiva richiesta.
Filtrazione molecolare
La filtrazione molecolare tratta gas e vapori mediante media specifici, spesso adsorbenti. È diversa dalla filtrazione meccanica delle particelle. Per progettarla occorre identificare i contaminanti e stabilire capacità, condizioni di impiego e modalità di controllo dell’esaurimento del media.
Filtro a carbone attivo
Il filtro a carbone attivo usa un materiale adsorbente per trattenere determinati contaminanti gassosi. Prestazioni e durata dipendono da sostanza, concentrazione, umidità e tempo di contatto. Non sostituisce il filtro antipolvere e non è una soluzione universale per tutti i gas.
Filtro a cartuccia
Il filtro a cartuccia è un elemento, spesso cilindrico e pieghettato, che concentra una superficie filtrante elevata in poco spazio. La resa dipende da media, pieghe e pulizia. Per polveri appiccicose o umide occorre valutare il rischio di accumulo tra le pieghe.
Filtro a maniche
Filtro a maniche
Filtro a stella
Il filtro a stella presenta un tessuto disposto in pieghe radiali per aumentare la superficie disponibile. È usato su diversi aspiratori industriali e può essere associato a scuotimento meccanico. Geometria e materiale devono essere adatti alla polvere e al ciclo di lavoro.
Filtro antistatico
Il filtro antistatico limita l’accumulo di carica secondo le proprie caratteristiche elettriche e il montaggio previsto. Deve essere integrato in un sistema coerente di dissipazione. La presenza del filtro antistatico non rende automaticamente l’aspiratore ATEX o adatto a ogni polvere combustibile.
Filtro coalescente
Il filtro coalescente favorisce l’unione di piccole gocce in gocce più grandi, facilitandone separazione e drenaggio. È impiegato nel trattamento di aerosol liquidi, come le nebbie oleose. La manutenzione e lo scarico del liquido sono parte del funzionamento del sistema.
Filtro con membrana PTFE
Il filtro con membrana PTFE associa uno strato di politetrafluoroetilene a un supporto filtrante. La superficie può favorire distacco della polvere e pulizia, secondo costruzione e impiego. Non garantisce assenza di intasamento né idoneità universale a residui umidi, oleosi o aggressivi.
Filtro H13
Il filtro H13 ha un’efficienza integrale minima del 99,95% alla MPPS secondo EN 1822. Il valore riguarda il filtro nelle condizioni di prova. Per valutare l’aspiratore contano anche tenute, montaggio e requisiti dell’intera macchina.
Filtro H14
Il filtro H14 ha un’efficienza integrale minima del 99,995% alla MPPS secondo EN 1822. Non è corretto riferire universalmente questa classe a particelle di 0,3 micron. L’idoneità alla lavorazione richiede la verifica dell’intero sistema.
Filtro HEPA
Il filtro HEPA è un filtro ad alta efficienza per il particolato. Nella classificazione EN 1822 comprende le classi H13 e H14, valutate alla dimensione delle particelle più penetranti. Non trattiene automaticamente gas e vapori e non determina da solo la classe polveri dell’aspiratore.
Filtro in aramide
Il filtro in aramide utilizza fibre adatte a determinate applicazioni termiche. Nomex è un marchio di fibra aramidica, non una temperatura di esercizio universale. Il limite effettivo dipende da fibra, costruzione, atmosfera e istruzioni del produttore, inclusa la compatibilità chimica.
Filtro in nylon
Il filtro in nylon può essere utilizzato come rete o elemento di separazione per specifici residui, anche in sistemi per liquidi. Maglia e costruzione determinano ciò che trattiene. Non equivale a una filtrazione ad alta efficienza delle polveri fini.
Filtro in poliestere
Il filtro in poliestere impiega un media diffuso per molte polveri secche. Finiture e costruzione possono modificarne comportamento e pulibilità. Il nome della fibra non determina da solo efficienza, classe polveri, resistenza chimica o idoneità a liquidi e alte temperature.
Filtro primario
Il filtro primario è lo stadio principale che trattiene la polvere dopo eventuali separatori preliminari. Deve sostenere il carico previsto e consentire la pulizia prevista dal progetto. La sua forma non definisce automaticamente classe, efficienza o idoneità al materiale.
Filtro secondario
Il filtro secondario è uno stadio aggiuntivo collocato dopo il primario per la funzione prevista dal costruttore. Può aumentare la protezione o la filtrazione complessiva. Efficienza, tenuta e compatibilità devono essere valutate senza presumere che ogni secondo filtro sia un HEPA.
Fumi di saldatura
I fumi di saldatura sono aerosol fini prodotti dal processo termico e possono essere associati a contaminanti gassosi. La composizione dipende da materiali e consumabili. Richiedono una captazione dedicata e un trattamento coerente; un filtro HEPA tratta particelle, non tutti i gas presenti.
Lettera G
Galleggiante
Il galleggiante interviene al raggiungimento del livello previsto nei sistemi per liquidi, limitando o interrompendo l’aspirazione secondo il progetto. Non deve essere rimosso o aggirato. La presenza di schiuma o fluidi particolari richiede la verifica della configurazione indicata dal costruttore.
Gas e polveri nella marcatura ATEX
Nella marcatura ATEX, G indica la destinazione per atmosfere con gas, vapori o nebbie; D riguarda le polveri. L’idoneità per una tipologia non comporta quella per l’altra. Gruppo della sostanza e limiti di temperatura completano la valutazione dell’apparecchio.
Girante
La girante è l’organo rotante che trasferisce energia all’aria nel ventilatore o nella turbina. Forma, diametro e velocità influenzano la curva di prestazione. La presenza di una girante non implica che il materiale aspirato debba attraversarla: dipende dal progetto del circuito.
Grado di protezione IP
Il grado IP descrive la protezione offerta da un involucro contro accesso a parti pericolose, corpi solidi e acqua secondo prove definite. Non certifica resistenza alla corrosione, conformità ATEX o lavabilità indiscriminata della macchina. Deve essere letto insieme alle istruzioni del dispositivo.
Graniglia metallica
La graniglia metallica è un abrasivo ad alta densità usato in processi di trattamento delle superfici. Il suo recupero richiede attenzione a peso, usura e separazione delle frazioni fini. Aspirare la graniglia e depurare l’aria della lavorazione sono funzioni differenti da dimensionare.
Granuli e pellet
Granuli e pellet sono materiali discreti trasportabili mediante aria se dimensioni, densità e fragilità lo consentono. Possono richiedere separazione e raccolta dedicate. Il sistema va verificato per evitare rotture, abrasione, generazione di polvere e contaminazioni del prodotto recuperato.
Granulometria
La granulometria descrive le dimensioni delle particelle e la loro distribuzione in un campione. Influenza trasporto, separazione, filtrazione e comportamento della polvere. Un materiale con lo stesso nome commerciale può avere caratteristiche di aspirazione diverse se cambia la frazione fine.
Griglia di separazione
La griglia di separazione trattiene residui grossolani lasciando passare aria o liquido secondo la configurazione. Negli aspiraolio può aiutare a separare i trucioli. La dimensione della maglia definisce la separazione geometrica, ma non garantisce la rimozione delle particelle più fini.
Guarnizione
La guarnizione limita i passaggi d’aria tra componenti accoppiati, come coperchio, contenitore e filtro. Usura, deformazioni o montaggio scorretto possono compromettere aspirazione e contenimento. Materiale della guarnizione e compatibilità chimica devono corrispondere a liquidi, polveri e temperature dell’applicazione.
Lettera I
Impianto centralizzato di aspirazione
L’impianto centralizzato collega più prese a una o più unità aspiranti mediante tubazioni. Il progetto considera contemporaneità delle utenze, distanze, perdite di carico e materiale trasportato. La prestazione disponibile in ciascun punto dipende dall’intera rete, non soltanto dalla potenza installata.
Inertizzazione
L’inertizzazione modifica le condizioni del sistema per impedire o limitare una combustione, secondo un progetto verificato. Può impiegare metodi diversi in funzione del materiale. Non coincide con il semplice bagnare la polvere e non autorizza ad annullare le misure di sicurezza previste.
Ingresso dall’alto
L’ingresso dall’alto introduce il materiale nella parte superiore del sistema di raccolta. Può essere usato per convogliare residui in un sacco o fusto secondo la costruzione. Il comportamento delle polveri fini dipende dal circuito e dai filtri, non dalla sola posizione dell’ingresso.
Ingresso tangenziale
L’ingresso tangenziale orienta il flusso lungo la parete del contenitore e può favorire la separazione inerziale delle particelle. L’effetto dipende da geometria, portata e materiale. Non garantisce che tutta la polvere venga separata prima del filtro, soprattutto nelle frazioni fini.
Insaccamento continuo
L’insaccamento continuo usa un tubolare che viene chiuso e tagliato per ottenere sacchi della lunghezza necessaria. Riduce alcune operazioni di travaso, secondo la configurazione. Tenuta, resistenza, peso e gestione del cambio sacco vanno valutati in relazione alla pericolosità del materiale.
Insaccamento diretto
L’insaccamento diretto convoglia il materiale in un sacco di raccolta attraverso una configurazione progettata per questo scopo. Può semplificare la gestione dei residui. Non implica assenza di contatto con la polvere: chiusura, distacco e sostituzione del sacco richiedono una procedura adeguata.
Intasamento del filtro
L’intasamento è l’aumento della resistenza del filtro dovuto all’accumulo di materiale. Può ridurre la portata e richiedere pulizia o sostituzione. Umidità, residui adesivi, media inadatto o cicli di pulizia insufficienti possono accelerarlo; l’aumento dei kW non risolve automaticamente il problema.
Inverter
L’inverter regola l’alimentazione di un motore compatibile per variarne la velocità. In aspirazione può adeguare il funzionamento alla domanda e contribuire al controllo del processo. Risparmio e prestazioni dipendono dal sistema; non tutte le unità aspiranti ammettono la stessa regolazione.
Isolamento dell’esplosione
L’isolamento dell’esplosione limita la propagazione di fiamma e pressione tra apparecchiature collegate. Richiede dispositivi e condizioni di installazione verificati per tale funzione. Una comune valvola di processo, un tubo o una rotocella non sono automaticamente sistemi di isolamento.
Lettera K
Kst
Il Kst è un indice normalizzato della massima velocità di aumento della pressione in una prova di esplosione di polvere, espresso in bar·m/s. Descrive la severità in prova, non la facilità d’innesco o l’intero rischio.
Lettera L
Lancia di aspirazione
La lancia è un accessorio allungato per raggiungere fessure, cavità o accumuli localizzati. Può essere realizzata con materiali diversi secondo l’impiego. Lunghezza e sezione influiscono sulle perdite di carico e vanno considerate soprattutto con residui pesanti o percorsi difficili.
Liquidi industriali
I liquidi industriali comprendono fluidi di processo, acque tecniche, oli ed emulsioni con proprietà molto diverse. Un aspiraliquidi non è adatto a tutte queste sostanze. Temperatura, viscosità, schiuma, solidi e compatibilità chimica devono essere verificati prima della selezione.
Livello di pressione sonora
Il livello di pressione sonora descrive il rumore misurato in un punto secondo determinate condizioni, spesso in dB(A). Distanza, ambiente, accessori e carico influenzano il risultato. I valori dichiarati sono confrontabili solo con criteri di misura coerenti e non sostituiscono la valutazione dell’esposizione.
Lettera M
Manutenzione preventiva
La manutenzione preventiva comprende controlli e interventi programmati per conservare le condizioni previste della macchina. Include, secondo il modello, filtri, guarnizioni, motori, tubi e dispositivi di controllo. Frequenza e procedure dipendono dall’impiego effettivo e dal piano del costruttore.
Marcatura ATEX
La marcatura ATEX riporta informazioni necessarie a identificare gli impieghi consentiti dell’apparecchio. Comprende indicazioni da leggere insieme a dichiarazione UE e istruzioni. Una sigla commerciale come 2/22 non sostituisce l’esame della marcatura completa e dei limiti della specifica configurazione.
Media filtrante
Il media filtrante è il materiale attraverso cui passa l’aria durante la separazione delle particelle. Può essere tessile, non tessuto, membrana o altra struttura. Composizione, finitura e costruzione influenzano efficienza, pulibilità e compatibilità con umidità, temperatura e sostanze aspirate.
Messa a terra
La messa a terra collega le parti previste a un riferimento elettrico mediante conduttori e connessioni idonei. Nel sistema di aspirazione partecipa alle misure contro rischi elettrici ed elettrostatici secondo il progetto. La sua efficacia richiede controlli e continuità dei collegamenti.
Metri cubi all’ora e litri al secondo
Metri cubi all’ora e litri al secondo esprimono una portata volumetrica. Un l/s equivale a 3,6 m³/h: per esempio, 100 l/s corrispondono a 360 m³/h. Il dato resta significativo soltanto conoscendo condizioni di misura e punto del circuito a cui si riferisce.
Micron
Il micron, o micrometro, è un’unità di lunghezza pari a un millesimo di millimetro. Si usa per descrivere particelle e caratteristiche dei sistemi filtranti. Una semplice indicazione in micron, senza efficienza e metodo di prova, non definisce la qualità della filtrazione.
MIE
La MIE è l’energia minima di innesco di una nube di polvere in prova, espressa normalmente in millijoule. Valori inferiori indicano maggiore sensibilità a sorgenti di energia ridotta. Va valutata insieme alle condizioni del processo.
Millibar e millimetri di colonna d’acqua
Millibar e millimetri di colonna d’acqua sono unità di pressione usate nelle schede degli aspiratori. Un mbar equivale a 100 Pa; un mmH₂O convenzionale equivale a circa 9,80665 Pa. Le conversioni uniformano le unità, ma non rendono confrontabili condizioni di prova differenti.
MIT
La MIT è la temperatura minima di accensione determinata in prova. Per le polveri si distinguono nube e strato, con comportamenti diversi. Serve a valutare le superfici calde e non è una temperatura operativa ammessa per l’aspiratore.
Motore a spazzole
Il motore a spazzole usa contatti striscianti per alimentare il rotore. È presente in molte unità aspiranti compatte e richiede attenzione all’usura dei componenti. Vita utile e intervalli di controllo dipendono dal modello, dalle ore di impiego e dalle condizioni operative.
Motore brushless
Il motore brushless è privo di spazzole e collettore meccanico per la commutazione. Elimina la manutenzione legata all’usura dei carboncini, ma richiede comunque controlli sul sistema. La tecnologia brushless non conferisce automaticamente idoneità ATEX o servizio continuo all’aspiratore.
Motore by pass
Il motore by pass ha un circuito dedicato per il raffreddamento del motore, separato dal percorso dell’aria di lavoro. Questa costruzione non sostituisce la filtrazione e non autorizza ad aspirare liquidi o sostanze pericolose fuori dai limiti della macchina.
MPPS
MPPS significa Most Penetrating Particle Size e indica la dimensione delle particelle che penetrano maggiormente attraverso un determinato filtro. È il riferimento per la classificazione dei filtri HEPA secondo EN 1822. La dimensione non è un valore fisso valido per tutti i filtri.
Lettera N
Nebbie oleose
Le nebbie oleose sono goccioline di fluido disperse nell’aria, generate per esempio nelle macchine utensili. Si trattano con captazione e separatori compatibili con l’aerosol. La raccolta dell’olio depositato nel serbatoio svolge una funzione diversa dal trattamento dell’aria contaminata.
Lettera O
Olio lubrificante
L’olio lubrificante riduce attriti e usura nei processi e può essere raccolto da un aspiraolio compatibile. Viscosità e temperatura influenzano il trasferimento. La presenza di residui, acqua o contaminanti può limitarne il recupero e richiedere verifiche prima del riutilizzo.
Lettera P
Pascal e kilopascal
Il pascal è l’unità di pressione del Sistema Internazionale; un kilopascal equivale a 1.000 Pa. Negli aspiratori viene usato per esprimere depressione e perdite di carico. Per confrontare schede tecniche con unità diverse occorre convertire i valori e verificare le condizioni dichiarate.
Penetrazione del filtro
La penetrazione è la quota di particelle che attraversa un filtro nelle condizioni di prova. È complementare all’efficienza quando entrambe si riferiscono alla stessa misura. Un valore basso è utile soltanto se il filtro mantiene integrità e corretta tenuta nel sistema.
Pentagono dell’esplosione delle polveri
Il pentagono dell’esplosione delle polveri rappresenta combustibile, comburente, innesco, dispersione e confinamento. È un modello utile a comprendere lo sviluppo della sovrappressione. Incendi e fiammate possono comunque essere pericolosi anche senza il confinamento tipico di un recipiente chiuso.
Perdita di carico
La perdita di carico è la diminuzione di pressione associata al passaggio dell’aria attraverso tubi, filtri, curve e accessori. A parità di unità aspirante, un circuito più resistente può ridurre la portata. Per questo il tubo più lungo o stretto non è sempre la scelta conveniente.
Pmax
La Pmax è la massima pressione di esplosione rilevata in prova per una nube di polvere. Con altri parametri serve a valutare protezioni e resistenza del sistema. Deve riferirsi al materiale e alle caratteristiche del campione.
Polvere combustibile
Una polvere combustibile può bruciare e, in determinate condizioni di dispersione e innesco, generare una deflagrazione. La pericolosità dipende anche da granulometria, umidità e processo. Il nome del materiale non basta a caratterizzare il campione realmente aspirato.
Polvere di cemento
La polvere di cemento è un residuo fine delle attività con cementi e prodotti correlati. Può essere irritante e causare problemi di intasamento; composizione e contaminanti dipendono dalla lavorazione. Non va confusa automaticamente con la silice respirabile, che deve essere valutata specificamente nel materiale.
Polvere di gesso
La polvere di gesso si genera, per esempio, durante lavorazione e carteggiatura di intonaci o lastre. Può produrre elevati carichi di polvere fine e richiedere pulizia frequente del filtro. La valutazione comprende anche eventuali additivi, rivestimenti e contaminanti del supporto.
Polvere inalabile
La polvere inalabile è la frazione di particelle aerodisperse che può entrare attraverso naso e bocca secondo convenzioni di campionamento definite. È un concetto usato nell’igiene del lavoro. Non coincide con una semplice soglia di diametro dichiarata in una scheda filtro.
Polvere respirabile
La polvere respirabile è la frazione che può raggiungere le regioni profonde dell’apparato respiratorio secondo convenzioni di campionamento. La valutazione dipende dalla sostanza e dall’esposizione. Non può essere dedotta dalla sola visibilità della polvere o dalla pulizia apparente del pavimento.
Polveri abrasive
Le polveri abrasive consumano le superfici con cui entrano in contatto durante il trasporto. Possono danneggiare tubi, raccordi e separatori, soprattutto nelle curve. Il sistema deve considerare resistenza dei materiali, velocità dell’aria e frequenza dei controlli di usura.
Polveri adesive e igroscopiche
Le polveri adesive tendono ad aderire alle superfici; quelle igroscopiche assorbono umidità dall’ambiente. Entrambe possono creare accumuli e rendere difficile la pulizia dei filtri. La scelta considera condizioni ambientali, media filtrante, percorso del materiale e modalità di scarico.
Polveri di alluminio
Le polveri di alluminio possono presentare rischi di incendio, esplosione e reattività secondo granulometria e condizioni. La raccolta richiede un sistema specificamente compatibile. L’acqua non è un trattamento universale: in determinate condizioni il contatto può sviluppare idrogeno.
Polveri di legno
Le polveri di legno sono residui delle lavorazioni di materiali legnosi, con caratteristiche diverse dalla sola segatura grossolana. Possono comportare rischi per la salute e di combustione. Aspirazione alla fonte, raccolta e filtrazione devono essere adeguate al processo e alla frazione fine generata.
Polveri fini
Le polveri fini sono particelle di piccole dimensioni che possono restare sospese e penetrare nei sistemi filtranti non adeguati. Il termine non identifica una classe normativa univoca. Granulometria, composizione e concentrazione determinano le esigenze di captazione, filtrazione e raccolta.
Polveri in sospensione
Le polveri in sospensione sono particelle disperse nell’aria per effetto di lavorazioni, movimentazione o risollevamento. La raccolta del materiale già depositato e la captazione alla sorgente hanno funzioni differenti. Un ambiente visivamente limpido può comunque contenere particelle non percepibili a occhio nudo.
Polveri metalliche
Le polveri metalliche derivano da lavorazioni o processi che producono particelle di metallo. Le loro proprietà dipendono da lega, dimensioni e contaminazione. Alcune sono combustibili, conduttive o reattive: non è sufficiente scegliere un aspiratore per trucioli metallici per gestire anche la frazione fine.
Pompa di scarico
La pompa di scarico trasferisce il liquido raccolto verso un contenitore o un circuito autorizzato. Deve essere compatibile con viscosità, temperatura e presenza di solidi. Non tutti gli aspiraliquidi possono aspirare e scaricare contemporaneamente: questa funzione dipende dal modello.
Portata d’aria
La portata d’aria è il volume che attraversa il sistema nell’unità di tempo, espresso spesso in m³/h o l/s. Contribuisce a captare e trasportare il materiale. Per confrontare gli aspiratori occorre sapere dove e in quali condizioni è misurata.
Portata effettiva
La portata effettiva è il flusso disponibile nel punto di lavoro nelle condizioni reali. Lunghezza del tubo, curve, accessori, materiale aspirato e stato del filtro possono ridurla. È più utile del solo dato massimo per valutare captazione e produttività dell’applicazione.
Portata massima
La portata massima è il valore più alto dichiarato nelle condizioni di prova indicate, spesso con resistenza ridotta. Non rappresenta necessariamente la portata disponibile alla bocchetta con tubo, filtro e accessori montati. Non si verifica contemporaneamente alla depressione massima a flusso nullo.
Potenza aerodinamica
Potenza aerodinamica
Potenza elettrica assorbita
La potenza elettrica assorbita indica l’energia elettrica richiesta per unità di tempo, espressa in W o kW. Non misura direttamente la prestazione disponibile alla bocchetta. Per scegliere l’aspiratore deve essere letta insieme a curva di prestazione, rendimento e condizioni del circuito.
Preseparatore
Il preseparatore intercetta parte del materiale prima che raggiunga l’aspiratore principale. Può lavorare per inerzia, gravità, ciclone o filtrazione e non è necessariamente ciclonico. Aiuta a gestire quantità e residui impegnativi, ma non sostituisce la filtrazione delle polveri fini.
Preseparatore filtrante
Preseparatore filtrante
Pressione differenziale del filtro
La pressione differenziale del filtro è la differenza di pressione fra monte e valle dell’elemento filtrante. A parità di portata, un aumento può indicare accumulo di polvere. La lettura va confrontata con condizioni operative, impostazioni e limiti indicati dal costruttore.
Pressostato differenziale
Il pressostato differenziale attiva un segnale o un comando quando la differenza di pressione raggiunge una soglia impostata. Può essere usato per monitorare un filtro o governare la pulizia. Soglie e collegamenti devono corrispondere al progetto e alle condizioni di esercizio.
Prova di aspirazione
La prova di aspirazione verifica il comportamento del sistema con un campione rappresentativo e condizioni vicine all’uso previsto. È utile per materiali fibrosi, abrasivi, umidi o pesanti. Deve osservare raccolta, intasamento, tempi di lavoro e svuotamento, non soltanto l’aspirazione iniziale.
Pulizia a impulsi d’aria
La pulizia a impulsi d’aria invia brevi getti, spesso di aria compressa, per distaccare la polvere dal media. È diffusa nei depolveratori e in alcuni aspiratori. Pressione, qualità dell’aria e sequenza di attivazione devono rispettare la configurazione prevista.
Pulizia automatica del filtro
La pulizia automatica rimuove periodicamente la polvere dal filtro con cicli gestiti dalla macchina. Può essere temporizzata o comandata da parametri come la pressione differenziale. Riduce gli interventi operativi, ma non elimina controlli, manutenzione o sostituzione del filtro.
Pulizia delle vasche di macchine utensili
La pulizia delle vasche rimuove emulsioni, fanghi e trucioli dagli impianti di lavorazione. Un sistema dedicato può separare parte dei solidi e facilitare lo scarico. Il riutilizzo del fluido richiede comunque verifica della sua qualità e delle condizioni previste dal processo.
Pulizia in controcorrente
La pulizia in controcorrente usa un flusso opposto a quello di filtrazione per staccare la polvere. Modalità, energia e necessità di aria compressa dipendono dal sistema. Le denominazioni commerciali non identificano sempre la stessa tecnologia e vanno verificate sul singolo modello.
Pulizia manuale del filtro
La pulizia manuale del filtro è attivata dall’operatore mediante il dispositivo previsto, come una leva scuotifiltro. Frequenza e procedura dipendono dall’impiego e dalle istruzioni. Lo smontaggio e il soffiaggio con aria compressa non sono equivalenti al sistema integrato e possono disperdere polvere.
Punto di lavoro
Il punto di lavoro è la combinazione di portata e pressione a cui il sistema funziona realmente. Dipende dall’incontro fra caratteristiche dell’unità aspirante e resistenza del circuito. Può cambiare quando il filtro si carica o si modifica il numero di prese aperte.
Lettera R
Raccolta in bagno liquido
La raccolta in bagno liquido usa un fluido per trattare determinate polveri all’interno di un sistema dedicato. Fluido e materiale devono essere compatibili: alcune polveri metalliche possono reagire con acqua e generare idrogeno. La polvere raccolta non va considerata automaticamente innocua.
Raccordo e riduzione
Raccordi e riduzioni collegano elementi con attacchi o diametri diversi. Devono assicurare tenuta, passaggio del residuo e compatibilità meccanica ed elettrica quando richiesta. Ridurre il diametro può aumentare le perdite e favorire il blocco di frammenti o sfridi.
Ricambio compatibile
Un ricambio compatibile mantiene le caratteristiche richieste per quella macchina e configurazione. Dimensioni simili non garantiscono equivalenza di media filtrante, tenuta, resistenza o proprietà elettriche. Nei sistemi con requisiti specifici, la sostituzione deve rispettare documentazione e indicazioni del costruttore.
Ricircolo dell’aria filtrata
Il ricircolo reimmette l’aria trattata nell’ambiente anziché espellerla all’esterno. La possibilità di adottarlo dipende da contaminanti, prestazioni del sistema e requisiti applicabili. La sola presenza di un filtro HEPA non dimostra la rimozione di gas o l’idoneità del ricircolo.
Lettera S
Sacco di sicurezza
Il sacco di sicurezza è un sistema di raccolta e chiusura progettato per limitare la dispersione del contenuto durante la rimozione. Deve essere quello previsto per il modello e il materiale. Un comune sacco di plastica non è automaticamente un ricambio equivalente.
Scarico a doppia valvola
Lo scarico a doppia valvola usa due organi in sequenza, per esempio farfalle o ghigliottine, comandati secondo un ciclo. Può limitare il passaggio d’aria tra raccolta e ambiente. Non costituisce automaticamente un dispositivo certificato di isolamento dell’esplosione.
Scarico a paletta controbilanciata
Lo scarico a paletta controbilanciata usa una chiusura mobile equilibrata da un contrappeso per evacuare materiale in condizioni definite. Il funzionamento dipende da peso del residuo e differenza di pressione. Non è adatto indistintamente a tutte le polveri o a ogni regime di aspirazione.
Scarico continuo
Lo scarico continuo consente di evacuare il materiale mentre il processo prosegue, se l’impianto è progettato per farlo. Richiede dispositivi che gestiscano il passaggio tra pressioni diverse. Non va confuso con il solo funzionamento continuo del motore dell’aspiratore.
Scarico in big bag
Lo scarico in big bag trasferisce il materiale in un contenitore flessibile per grandi quantità. Richiede sostegno, tenuta e gestione del peso coerenti con l’impianto. Se il processo presenta rischi elettrostatici, anche caratteristiche del sacco e collegamenti devono essere selezionati appositamente.
Scarico manuale
Lo scarico manuale richiede un intervento dell’operatore per aprire una valvola, sganciare o ribaltare il contenitore. La semplicità costruttiva deve essere valutata insieme a peso, frequenza e dispersione del residuo. Per materiali pericolosi sono necessarie modalità di contenimento appropriate.
Scheda dati di sicurezza
La scheda dati di sicurezza raccoglie informazioni su pericoli e gestione di una sostanza o miscela quando prevista. È un punto di partenza per identificare compatibilità e rischi. I residui di processo possono richiedere ulteriori dati perché lavorazione, contaminazione e granulometria ne cambiano il comportamento.
Segatura
La segatura è un insieme di particelle prodotte dal taglio e dalla lavorazione del legno. Può contenere una frazione fine e residui di colle o rivestimenti. Quantità, umidità e distribuzione delle particelle guidano il dimensionamento dell’aspirazione e delle misure di contenimento.
Sensore di livello
Il sensore di livello rileva il riempimento del contenitore e può comandare un allarme, l’arresto o un’altra funzione. Tecnologia e compatibilità dipendono dal materiale. Schiuma, adesioni e caratteristiche del liquido possono influenzare il comportamento e richiedono verifiche specifiche.
Separatore di nebbie oleose
Il separatore di nebbie oleose tratta aerosol liquidi generati, per esempio, dalle macchine utensili. Può usare stadi inerziali, coalescenti o altri sistemi dedicati. Un aspiratore per recuperare olio dal serbatoio non svolge automaticamente la stessa funzione sull’aria dell’ambiente di lavoro.
Separazione solido liquido
La separazione solido liquido divide una parte dei residui solidi dal fluido mediante griglie, cestelli o altri sistemi. Può agevolare gestione e recupero del liquido. Non dimostra da sola che olio o emulsione siano nuovamente idonei al processo.
Servizio continuo
Il servizio continuo è il funzionamento prolungato nelle condizioni per cui la macchina è progettata. Non elimina gli interventi di svuotamento, controllo e manutenzione. L’idoneità dipende dall’unità aspirante e dall’intero sistema, inclusi filtrazione, raffreddamento, scarico e caratteristiche del materiale.
Sfiato di esplosione
Lo sfiato di esplosione limita la sovrappressione mediante un dispositivo progettato per aprirsi nelle condizioni previste. Scarico di pressione e fiamma richiedono una destinazione compatibile con la sicurezza dell’installazione. Un pannello non rende l’impianto universalmente protetto né sostituisce le altre misure necessarie.
Sfridi e ritagli
Sfridi e ritagli sono scarti di produzione che possono essere leggeri, voluminosi, fibrosi o nastriformi. Presentano esigenze di passaggio e raccolta diverse dalle polveri. La scelta considera dimensioni massime, possibilità di avvolgimento e comportamento del materiale nel tubo e nel contenitore.
Silenziatore
Il silenziatore attenua una parte del rumore prodotto dal passaggio dell’aria. Deve essere dimensionato senza introdurre resistenze incompatibili con il sistema. Il suo effetto non comprende automaticamente tutte le sorgenti sonore, come motore, vibrazioni, accessori e impatto del materiale.
Silice cristallina respirabile
La silice cristallina respirabile è la frazione respirabile di determinate forme cristalline della silice, presente in alcuni materiali minerali. Può essere generata da lavorazioni come taglio, levigatura e demolizione. Richiede controllo dell’esposizione e un sistema di aspirazione e raccolta coerente con il rischio.
Simultaneità delle utenze
La simultaneità delle utenze indica quanti punti di aspirazione possono lavorare contemporaneamente con la prestazione richiesta. È un parametro di progetto degli impianti centralizzati. Aprire più prese del previsto può ridurre la portata disponibile e compromettere il trasporto o la captazione.
Sistema di filtrazione
Il sistema di filtrazione comprende gli elementi che trattengono le particelle e le relative tenute. Può prevedere più stadi con funzioni differenti. Il risultato dipende dal sistema completo: qualità dei filtri, montaggio, integrità, pulizia e gestione delle polveri raccolte.
Sostituzione del filtro
La sostituzione del filtro ripristina l’elemento filtrante quando è danneggiato, esaurito o non più utilizzabile secondo le istruzioni. Richiede ricambio compatibile e corretto montaggio. Per materiali pericolosi occorre una procedura che limiti la dispersione durante rimozione, confezionamento e gestione del residuo.
Spazzola di aspirazione
La spazzola combina una bocca aspirante e setole o inserti per lavorare su determinate superfici. La scelta dipende da delicatezza, geometria e residuo. Materiale delle setole e caratteristiche elettriche possono essere rilevanti quando l’applicazione richiede accessori compatibili con rischi specifici.
Superficie filtrante
La superficie filtrante è l’area del materiale attraversato dall’aria per trattenere le particelle. Una superficie adeguata può contenere la velocità di attraversamento e favorire l’autonomia. Il dato va valutato con geometria, qualità del media, pulizia e caratteristiche della polvere.
Svuotamento a bassa dispersione
Lo svuotamento a bassa dispersione impiega contenitori, sacchi e procedure per limitare la fuoriuscita di polvere durante la rimozione. La prestazione dipende dall’intera sequenza operativa. Non equivale a dispersione nulla e va verificata con il rischio e il materiale realmente gestiti.
Lettera T
Tenuta del sistema filtrante
La tenuta del sistema filtrante è la capacità di impedire passaggi d’aria non previsti attorno a filtri, guarnizioni e giunzioni. Un filtro efficiente può essere vanificato da una perdita. Integrità e corretto assemblaggio sono quindi parte della prestazione di filtrazione.
Torta di polvere
La torta di polvere è lo strato di particelle che si forma sulla superficie del filtro. Può contribuire alla separazione ma aumenta la resistenza al passaggio dell’aria. Il sistema di pulizia deve gestirla senza compromettere il media o la continuità del processo.
Tramoggia
La tramoggia è un volume di raccolta con pareti inclinate che convoglia il materiale verso lo scarico. La capacità di svuotarsi dipende anche da scorrevolezza, adesività e geometria del residuo. Non tutte le polveri scorrono liberamente per gravità.
Trasportatore pneumatico
Il trasportatore pneumatico trasferisce polveri o granuli attraverso una tubazione mediante aria. Si distingue dalla sola pulizia industriale perché deve garantire una portata di materiale e un ciclo di carico e scarico. Il dimensionamento considera fragilità, scorrevolezza e proprietà del prodotto.
Trucioli metallici
I trucioli metallici sono residui di taglio e asportazione di materiale, spesso associati a oli o emulsioni. Forma allungata, spigoli e densità possono ostacolare il trasporto o danneggiare componenti. Occorre valutare separazione del liquido e movimentazione del contenitore pieno.
Tubo antiabrasivo
Il tubo antiabrasivo è costruito per resistere all’usura provocata da materiali aggressivi come graniglia o scarti metallici. La durata varia con materiale del tubo, velocità, curve e quantità trasportata. Resistenza all’abrasione e proprietà antistatiche sono caratteristiche distinte da verificare.
Tubo antistatico e conduttivo
Il tubo antistatico o conduttivo ha caratteristiche elettriche progettate per limitare l’accumulo di cariche. Le due denominazioni vanno riferite ai valori dichiarati dal produttore. Il risultato dipende dalla continuità dell’intero percorso, inclusi raccordi, accessori e collegamenti previsti.
Tubo flessibile di aspirazione
Il tubo flessibile collega macchina e accessorio, consentendo il movimento durante il lavoro. Va scelto per diametro, lunghezza, flessibilità e compatibilità con materiale e temperatura. Un tubo troppo lungo, schiacciato o danneggiato può penalizzare sensibilmente la portata disponibile.
Turbina a canale laterale
La turbina a canale laterale genera differenza di pressione mediante una girante e un percorso anulare dell’aria. È usata in molti sistemi industriali. Prestazioni, temperatura e necessità di protezione contro il funzionamento a portata ridotta dipendono dalla costruzione e dalle condizioni ammesse.
Lettera U
Unità aspirante
L’unità aspirante è il gruppo che genera il movimento d’aria e la differenza di pressione. Può comprendere motore e turbina, ventilatore o eiettore pneumatico. Va selezionata in base al punto di lavoro, al ciclo richiesto e alla compatibilità con l’applicazione.
Unità aspiranti in parallelo
Le unità aspiranti in parallelo lavorano su rami affiancati e possono aumentare la portata disponibile a una data pressione. La resa reale dipende dall’abbinamento e dal circuito. L’effetto va verificato sulla curva complessiva, senza sommare indiscriminatamente tutti i valori massimi.
Unità aspiranti in serie
Unità aspiranti in serie
Lettera V
Vacuometro
Il vacuometro misura la pressione inferiore a quella atmosferica nel punto in cui è collegato. Aiuta a controllare il funzionamento, ma la lettura va interpretata secondo il circuito. Un tubo ostruito può aumentare la depressione vicino all’aspiratore mentre la portata alla bocchetta diminuisce.
Valutazione del rischio da polveri
La valutazione del rischio da polveri esamina esposizione, proprietà del materiale e condizioni operative. Comprende, quando pertinenti, rischi di incendio ed esplosione oltre a quelli per la salute. Guida scelta della macchina, captazione, contenimento e procedure, senza ridursi all’acquisto di un filtro più efficiente.
Valvola a farfalla
La valvola a farfalla regola o interrompe il passaggio mediante un disco rotante. Può essere usata per scaricare materiale da una tramoggia. Tenuta, coppia di azionamento e comportamento con residui abrasivi o fibrosi dipendono dalla costruzione e dalle condizioni operative.
Valvola a ghigliottina
La valvola a ghigliottina apre o chiude il passaggio mediante una lama scorrevole. È utilizzata in determinate applicazioni di scarico di solidi. Resistenza all’abrasione, tenuta e rischio di impuntamento devono essere valutati sul materiale reale e sulla differenza di pressione.
Valvola limitatrice di vuoto
La valvola limitatrice di vuoto ammette aria quando la depressione supera il livello previsto. Può proteggere l’unità aspirante e assicurare condizioni di flusso compatibili con il progetto. Taratura e manutenzione devono seguire le istruzioni; non è un comando per aumentare arbitrariamente le prestazioni.
Valvola rotativa
La valvola rotativa dosa lo scarico mediante un rotore a vani. Può ridurre il passaggio d’aria tra due sezioni, secondo giochi e configurazione. La capacità di funzionare come isolamento dell’esplosione deve essere dimostrata per quello specifico dispositivo e impiego.
Vapori e composti organici volatili
I vapori sono sostanze in fase gassosa; molti solventi possono generare composti organici volatili. Non si rimuovono con la sola filtrazione antiparticolato. La presenza di vapori infiammabili richiede una valutazione specifica e non è gestita automaticamente da un aspiratore per polveri ATEX.
Velocità di cattura
La velocità di cattura è la velocità dell’aria nel punto in cui il contaminante deve essere intercettato dalla presa. Dipende dalla distanza, dalla forma della cappa e dai movimenti d’aria circostanti. Non coincide con la velocità misurata all’interno del tubo.
Velocità di trasporto
La velocità di trasporto è la velocità dell’aria nel condotto necessaria a mantenere in movimento il materiale. Un valore insufficiente può favorire depositi; uno eccessivo può aumentare abrasione e consumi. Il valore adatto dipende da densità, granulometria e geometria della rete.
Lettera Z
Zona 20
La zona 20 è un luogo in cui una nube di polvere combustibile in aria è presente continuamente, per lunghi periodi o frequentemente. Richiede attrezzature idonee alle condizioni classificate.
Zona 21
La zona 21 è un luogo in cui, durante il normale funzionamento, è probabile che si presenti occasionalmente una nube di polvere combustibile in aria. Non è intercambiabile con la zona 22 ai fini della selezione delle apparecchiature.
Zona 22
La zona 22 è un luogo in cui una nube di polvere combustibile in aria non è probabile nel normale funzionamento e, se compare, persiste solo brevemente. Non significa assenza di rischio né idoneità di qualsiasi aspiratore antistatico.
Zona ATEX
Una zona ATEX classifica un luogo per frequenza e durata della presenza di un’atmosfera esplosiva. Gas, vapori e nebbie hanno zone 0, 1 e 2; le nubi di polvere zone 20, 21 e 22.
Descrivi la tua applicazione a FEVI
Devi raccogliere polveri, liquidi, oli, trucioli o sfridi? Indica a FEVI il materiale, la quantità, la frequenza di utilizzo, la distanza di aspirazione e le condizioni dell’ambiente. Queste informazioni aiutano a individuare la configurazione da valutare.
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Fonti tecniche e riferimenti
I riferimenti richiamati nelle voci documentano classificazioni e concetti tecnici. Le fonti internazionali sono usate per il significato dei termini e non per trasferire obblighi nazionali al contesto italiano. I testi divulgativi non sostituiscono norme applicabili, istruzioni e valutazione della specifica lavorazione.
- N1 — IEC — IEC 60335 2 69 ambito e requisiti per aspiratori commerciali
- N2 — Unione europea — Direttiva 2014 34 UE su apparecchi e sistemi ATEX
- N3 — Unione europea — Direttiva 1999 92 CE su luoghi e zone con atmosfere esplosive
- N4 — Commissione europea — Apparecchiature ATEX e guida applicativa
- N5 — Camfil — EN 1822 e classificazione alla MPPS
- N6 — Camfil — Tabella EN 1822 con efficienze integrali H13 e H14
- N7 — Kärcher — Classi polveri degli aspiratori
- N8 — Nilfisk — Manuale VHS011 ACD e limiti di impiego
- N9 — OSHA — Manuale tecnico su polveri combustibili e parametri di esplosione
- N10 — OSHA — Caratteristiche e comunicazione dei pericoli delle polveri combustibili
- N11 — OSHA — Caso documentato di reazione tra polvere di alluminio e acqua
- N12 — DuPont — Guida tecnica alla fibra Nomex
- N13 — Camfil — Media filtranti e membrane PTFE
- N14 — Camfil — Filtrazione molecolare e adsorbimento
- N15 — HSE — Aspirazione localizzata e componenti del sistema
- N16 — HSE — Guida HSG258 ai contaminanti aerodispersi
- N17 — HSE — Prestazioni e verifiche dei sistemi LEV
- N18 — HSE — Glossario tecnico LEV
- N19 — HSE — Frazioni inalabile e respirabile nella guida L149
- N20 — Unione europea — Silice cristallina respirabile tra gli agenti da processo
- N21 — IEC — IEC 60529 e gradi di protezione IP