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A cura dell'Ufficio Tecnico FEVI | Pubblicato il 9 LUGLIO 2026 | Ultima revisione: il 9 LUGLIO 2026

La sigla ATEX non identifica un aspiratore universale. Indica un insieme di requisiti e marcature da mettere in relazione con la classificazione dell'ambiente, il tipo di atmosfera potenzialmente esplosiva e il modo in cui il materiale entra, attraversa e viene raccolto nella macchina. Per questo due aspiratori definiti ATEX possono essere destinati a condizioni differenti e non sono intercambiabili soltanto perché condividono la stessa etichetta commerciale.

La selezione corretta inizia prima del catalogo. Occorre conoscere la zona assegnata dal responsabile della sicurezza, la natura della sostanza, la sua forma fisica, le informazioni contenute nella scheda di sicurezza e nei dati di esplosività disponibili, la quantità da aspirare e la frequenza del ciclo. Solo dopo è possibile verificare la marcatura dell'apparecchiatura, la configurazione filtrante, gli accessori e le condizioni d'uso ammesse dal costruttore.

RISPOSTA BREVE: per scegliere un aspiratore ATEX non basta sapere che la polvere è combustibile. Servono almeno classificazione della zona, scheda di sicurezza o dati del materiale, forma e granulometria del residuo, quantità, frequenza, punto di prelievo, eventuali gas o liquidi e condizioni dell'impianto. La marcatura della macchina deve essere compatibile con l'area e con il pericolo valutato. La decisione va confermata dal responsabile della sicurezza e dalla documentazione del costruttore; l'aspiratore non sostituisce la valutazione del rischio esplosione.

Perché la domanda “mi serve un aspiratore ATEX?” è incompleta

Un materiale può presentarsi come granulo, truciolo, polvere depositata o nube aerodispersa. Il rischio cambia con dimensione delle particelle, umidità, concentrazione, temperatura, possibili sorgenti d'innesco e modalità di processo. Anche materiali che in forma massiva non sembrano facilmente combustibili possono comportarsi diversamente quando sono finemente suddivisi. Non è quindi corretto dedurre la configurazione dell'aspiratore dal solo nome del prodotto lavorato.

La stessa attività può inoltre generare scenari distinti: residui asciutti sul pavimento, polvere prelevata direttamente da una macchina, materiale caldo, miscela con liquido oppure presenza contemporanea di gas e polveri. Ogni scenario richiede una verifica propria. L'espressione “aspiratore antideflagrante”, usata spesso nelle ricerche, non sostituisce una marcatura leggibile né definisce automaticamente tutte le parti del sistema.

La gamma aspiratori industriali ATEX FEVI raccoglie apparecchiature con configurazioni differenti. La pagina di categoria è il punto di confronto tra i modelli, ma la compatibilità va stabilita sulla base della documentazione specifica e dei dati applicativi.

PRIMO PRINCIPIO: non scegliere la zona dell'aspiratore in autonomia partendo dalla frequenza con cui si vede la polvere. La classificazione dell'area è un risultato della valutazione del rischio del luogo di lavoro e deve essere fornita dal soggetto competente.

Zona dell'ambiente e marcatura della macchina: due informazioni da collegare

La classificazione dell'ambiente descrive dove e con quale probabilità può formarsi un'atmosfera esplosiva. La marcatura dell'apparecchiatura comunica invece la destinazione e il livello di protezione previsto dal costruttore. Il passaggio decisivo consiste nel verificare la corrispondenza tra i due elementi, senza isolare un solo numero o una sola lettera dal resto della marcatura.

Per le polveri si incontrano comunemente zone 20, 21 e 22; per gas, vapori e nebbie zone 0, 1 e 2. Questa distinzione non autorizza scorciatoie: una macchina destinata a una specifica zona esterna può avere condizioni interne differenti e limitazioni dichiarate nel manuale. Anche gruppo, categoria, tipo di protezione, gruppo della sostanza, temperatura massima superficiale e livello di protezione devono essere letti insieme.

Il responsabile della sicurezza fornisce la classificazione; il fornitore verifica se una determinata configurazione è coerente con essa. Se il luogo non è ancora classificato o la sostanza non è stata caratterizzata, il preventivo può restare necessariamente preliminare. Acquistare prima e classificare dopo espone al rischio di dover sostituire macchina, tubazioni o accessori.

Dato Chi lo fornisce Che cosa permette di verificare
Zona e documentazione di protezione contro le esplosioni Datore di lavoro / responsabile competente Destinazione richiesta all'apparecchiatura nel punto di utilizzo
Scheda di sicurezza e dati della sostanza Fornitore del materiale / laboratorio / processo Pericoli, forma fisica, compatibilità e informazioni mancanti da approfondire
Marcatura e manuale dell'aspiratore Costruttore / fornitore Condizioni ammesse, limiti, manutenzione e configurazione certificata
Layout e modalità operative Utilizzatore Lunghezze, accessori, punto di presa, quantità e durata del ciclo

I dati del materiale che evitano una scelta approssimativa

La scheda di sicurezza è il primo documento da inviare, ma può non contenere tutti i parametri necessari a valutare il comportamento della polvere. Se il processo modifica granulometria, umidità o composizione, i dati del prodotto in ingresso potrebbero non descrivere il residuo realmente aspirato. È utile indicare anche come la polvere viene generata e, quando disponibili, risultati di laboratorio riferiti al materiale rappresentativo.

Non bisogna trasformare parametri come Kst, Pmax, temperatura di accensione o energia minima di innesco in soglie fai da te. Sono informazioni specialistiche da leggere nel contesto della valutazione del rischio, delle condizioni di prova e delle misure di prevenzione e protezione adottate. L'assenza di un dato non equivale all'assenza di pericolo.

  • Denominazione commerciale, composizione e scheda di sicurezza aggiornata.
  • Forma del residuo: polvere, granulo, truciolo, fibra o miscela eterogenea.
  • Granulometria reale o intervallo indicativo, includendo la frazione più fine prodotta dal processo.
  • Umidità, temperatura e possibile presenza di solventi, oli o altre sostanze.
  • Dati di esplosività disponibili e laboratorio che li ha determinati.
  • Quantità per ciclo e per turno, frequenza di aspirazione e modalità di svuotamento.
  • Possibilità di aspirare corpi incandescenti, scintille, fonti calde o materiali incompatibili.

Il processo conta quanto la polvere

Un aspiratore impiegato pochi minuti per rimuovere depositi vicino a una macchina svolge un compito diverso da un'unità collegata in modo continuativo a una sorgente produttiva. Nel primo caso possono prevalere maneggevolezza, depressione utile e accessori; nel secondo diventano centrali portata, stabilità del flusso, ciclo di servizio, superficie filtrante, sistema di distacco della polvere e modalità di scarico.

Occorre descrivere il punto di captazione. Un tubo lungo e di piccolo diametro, molte curve, una cappa aperta o una rete con più utenze introducono perdite e modificano la prestazione disponibile. Non è sufficiente confrontare il valore massimo di portata o depressione a bocca libera: serve verificare il punto di lavoro del sistema completo.

Anche lo svuotamento è parte del processo. Aprire il contenitore, trasferire il materiale o sostituire un sacco può generare dispersioni e richiede una procedura coerente con il rischio valutato. Capacità di raccolta, peso del residuo, frequenza di conferimento e dispositivi di protezione devono essere definiti prima dell'acquisto.

ERRORE DA EVITARE: dimensionare l'aspiratore sulla sola potenza elettrica. Motore, portata, depressione, filtro, contenitore, accessori e ciclo di lavoro devono essere letti come un sistema applicativo.

Filtri, continuità elettrica e accessori: la configurazione è un insieme

La scelta del filtro dipende da granulometria, carico, comportamento della polvere, efficienza richiesta e modalità di distacco. Una maggiore efficienza nominale non risolve automaticamente il rischio di intasamento: se la polvere crea rapidamente uno strato resistente, la portata può diminuire. Superficie filtrante, velocità di attraversamento e sistema di pulizia devono essere coerenti con il ciclo.

In applicazioni ATEX la compatibilità non si ferma al corpo macchina. Tubazioni, raccordi, lance, spazzole, sistemi di raccolta e componenti inseriti nel flusso devono appartenere alla configurazione prevista. Sostituire un accessorio con un componente generico può alterare continuità elettrica, materiali, geometria o condizioni dichiarate dal costruttore.

Messa a terra ed equipotenzialità sono misure da progettare e verificare, non formule da citare in modo generico. Devono riguardare l'intero impianto e inserirsi nella gestione delle sorgenti di innesco. Il manuale dell'apparecchiatura definisce controlli, manutenzione e ricambi ammessi; eventuali modifiche devono essere valutate formalmente.

Monofase, trifase o pneumatico: la scelta dipende dal servizio

Un aspiratore monofase compatto può essere adatto a interventi localizzati e movimentazione tra reparti, se zona, materiale e durata del ciclo sono compatibili. Un'unità trifase è normalmente valutata quando servono esercizio prolungato, maggiore stabilità operativa o collegamento a una postazione. Le soluzioni pneumatiche possono entrare in gioco in particolari contesti, ma richiedono aria compressa adeguata e una verifica energetica e impiantistica.

Il modello non si sceglie quindi associando automaticamente “piccolo” a monofase e “grande” a trifase. Peso specifico del materiale, distanza, diametro del tubo, quantità e tipo di captazione possono cambiare completamente la richiesta. È utile predisporre una scheda applicativa unica e confrontare le alternative sul medesimo scenario.

Per un impiego compatto su polveri asciutte in condizioni coerenti con la scheda, il FEVI BSL 120 BASIC ATEX 22 può costituire un primo riferimento. Per esigenze trifase e per materiali compatibili anche solidi o liquidi, la valutazione può estendersi al FEVI WT 75 BASIC ATEX. Sono esempi di architetture differenti, non sostituti della verifica di zona e processo.

Metodo in otto passaggi per richiedere un'offerta confrontabile

Una richiesta completa riduce i preventivi generici e rende trasparenti le eventuali condizioni ancora da verificare. Il seguente flusso può essere usato come checklist interna prima di contattare il fornitore.

  1. Allega classificazione dell'area e indica il punto preciso in cui lavorerà l'aspiratore.
  2. Invia scheda di sicurezza e ogni dato disponibile sulla polvere realmente generata dal processo.
  3. Descrivi residui, quantità, temperatura, umidità e possibili contaminanti o corpi estranei.
  4. Indica se il materiale viene prelevato da una superficie, da una macchina o da una nube in sospensione.
  5. Fornisci lunghezza e diametro della linea, numero di curve, accessori e utenze contemporanee.
  6. Definisci minuti o ore di lavoro, frequenza per turno e tempi accettabili per manutenzione e svuotamento.
  7. Chiedi marcatura completa, limiti d'impiego, configurazione degli accessori e procedura di manutenzione.
  8. Fai approvare la soluzione nel processo aziendale di valutazione del rischio prima della messa in servizio.

Gli errori più frequenti nella selezione

Il primo errore è usare ATEX come sinonimo di “più sicuro” senza indicare zona e materiale. Il secondo è pensare che un filtro antistatico renda automaticamente ATEX un aspiratore ordinario. Il terzo è confrontare modelli sulla potenza del motore ignorando il punto di lavoro. Seguono l'impiego di accessori non previsti, l'aspirazione di materiali caldi o incompatibili e la modifica della macchina dopo l'acquisto.

È inoltre rischioso dedurre la classificazione dall'esperienza di un'altra azienda. Processi simili possono produrre polveri differenti per granulometria e composizione; layout, ventilazione e frequenza di formazione dell'atmosfera possono cambiare. La soluzione adottata altrove è al massimo un riferimento da sottoporre a nuova verifica.

Infine, non va trascurata la formazione degli operatori. Anche una macchina correttamente selezionata può essere usata fuori condizioni, svuotata in modo improprio o mantenuta con ricambi non compatibili. Procedure, ispezioni e registrazione degli interventi completano l'investimento tecnico.

Domande frequenti

Che cosa significa ATEX per un aspiratore industriale?

Significa che l'apparecchiatura è stata progettata e marcata per determinate condizioni connesse ad atmosfere potenzialmente esplosive. La sigla da sola non indica dove possa essere usata: occorre leggere la marcatura completa, il manuale e la configurazione effettiva.

Un filtro antistatico trasforma un aspiratore normale in un aspiratore ATEX?

No. Il filtro è soltanto un componente. La conformità riguarda progettazione, materiali, sorgenti di innesco, continuità elettrica, marcatura, documentazione e configurazione complessiva prevista dal costruttore.

Posso scegliere la zona osservando quanto spesso compare la polvere?

No. La classificazione deve essere eseguita nell'ambito della valutazione del rischio da soggetti competenti, considerando processo, rilascio, ventilazione e proprietà della sostanza. Il fornitore dell'aspiratore usa quel dato per verificare la macchina.

La scheda di sicurezza è sempre sufficiente?

È indispensabile come punto di partenza, ma può non descrivere la polvere generata dalla lavorazione o includere tutti i dati di esplosività. Quando necessario servono informazioni aggiuntive e prove su campioni rappresentativi.

Un aspiratore ATEX può raccogliere anche liquidi?

Dipende dal modello, dalla marcatura, dal liquido e dalle condizioni dichiarate. Non bisogna generalizzare la compatibilità di un aspiratore progettato per polveri asciutte; eventuali vapori o sostanze infiammabili cambiano lo scenario.

È meglio un aspiratore ATEX monofase o trifase?

Nessuna alimentazione è migliore in assoluto. La scelta dipende da durata del ciclo, mobilità, prestazioni richieste, disponibilità elettrica e configurazione certificata per zona e materiale.

Gli accessori devono essere specifici?

Devono essere quelli ammessi per la configurazione. Tubi, raccordi e utensili possono incidere su continuità elettrica, perdite di carico, materiali e sicurezza; un accessorio generico non va sostituito senza verifica.

Che cosa devo inviare a FEVI per una prima valutazione?

Classificazione dell'area, scheda di sicurezza, dati della polvere, descrizione del processo, quantità, frequenza, temperatura, layout della linea, accessori richiesti e modalità di svuotamento. Più il quadro è preciso, più il confronto tra soluzioni è utile.

L'aspiratore elimina da solo il rischio di esplosione?

No. È una misura inserita in un sistema che comprende valutazione del rischio, classificazione, controllo delle sorgenti di innesco, ventilazione, procedure, formazione, manutenzione e altre protezioni eventualmente necessarie.

Dalla parola ATEX a una configurazione verificabile

La selezione diventa più rapida quando tutti i soggetti lavorano sullo stesso dossier applicativo. Prepara classificazione, scheda del materiale, dati del processo e layout; FEVI potrà indicare quali informazioni sono complete, quali richiedono approfondimento e quali famiglie di prodotto meritano un confronto.

Consulta la gamma FEVI di aspiratori ATEX e poi contatta l'Ufficio Tecnico FEVI allegando i dati disponibili. La proposta finale dovrà essere verificata nella valutazione aziendale del rischio e impiegata esclusivamente secondo marcatura, manuale e configurazione approvata.

NOTA DI RESPONSABILITÀ: questo contenuto offre criteri generali di orientamento e non sostituisce classificazione delle zone, documento di protezione contro le esplosioni, valutazione dei rischi, scheda di sicurezza, progetto dell'impianto o istruzioni del costruttore. L'idoneità va verificata sul caso reale da soggetti competenti.

Configura il tuo aspiratore ATEX con l'Ufficio Tecnico FEVI

Per individuare l'aspiratore certificato più coerente con le tue zone operative e polveri combustibili, invia all'ufficio tecnico la classificazione dell'area, la scheda di sicurezza del materiale e i dettagli del ciclo produttivo.

 

 

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